Deontologia della barbarie

TRE semplici regole di comportamento urbano che solo un VERO NAPOLETANO® conosce e rispetta.


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Una Napoli senza mare non s'è mai vista. Ma è bella uguale.

Una Napoli senza mare non s’è mai vista. Ma è bella uguale.

1. Nelle principali arterie pedonali assicuratevi di camminare il più lentamente possibile e in maniera tale da occupare più spazio perpendicolarmente alla vostra direzione.

Durante la tua passeggiata su Corso Umberto o su Via Roma, è importante rallentare il proprio passo il più possibile, perché c’è la possibilità di venire fermati da un simpatico venditore di calzini, accendini, mendicante semplice, associazioni no-profit, associazioni per la donazione del sangue, e sarebbe estremamente scortese non ascoltare ciò che hanno da dire queste persone e beneficiare delle loro inimitabili e sempre nuove battute (anche a rate, capo!). Inoltre se camminate troppo veloci potreste perdere l’occasione di vedere nella vetrina di un negozio quella maglietta “Stasera faccio la brava” o quel pantalone ultra-stretch che vi renderà unici e inimitabili (80’000 esemplari venduti solo nel centro storico). Non dimenticate di occupare il più possibile il marciapiede in maniera orizzontale, però, perché vi sta a cuore anche la salute di chi va di fretta e cerca di sorpassarvi: per l’eccessiva velocità potrebbe procurarsi uno strappo muscolare, o peggio! Un’ultima raccomandazione, fermatevi all’improvviso davanti a una vetrina, farvi sbattere addosso da degli sconosciuti è un ottimo modo per fare nuove conoscenze!

Mi raccomando, PIANO.

Mi raccomando, PIANO.

2. Se per qualche motivo dovete fermarvi a fare qualcosa, assicuratevi di fermarvi nelle strettoie o in cima alle scale.

Avete ricevuto un messaggino su whatsapp a cui dovete necessariamente rispondere? Il vostro amico del cuore ha scritto uno status fichissimo su facebook e avete l’obbligo morale di commentarlo? Ha iniziato a piovere e dovete aprire l’ombrello? Avete incontrato una persona che non vedevate da tempo e volete raccontargli gli ultimi vostri 5 anni di vita? Benissimo! Fermatevi ma, mi raccomando, assicuratevi di trovarvi in un posto dove la strada si restringa, magari a causa dei lavori in corso o delle fioriere poste per delimitare la zona pedonale e fermatevi al centro della strettoia. In alternativa rimanete immobili un passo subito dopo le scale della metropolitana. Bloccare il flusso di persone dimostrerà che siete il maschio dominante (anche se siete femmine!) e non permetterà a chi vi sta dietro di superarvi nel viaggio verso la vostra destinazione (anche se vanno da un’altra parte, è una questione di principio, è la corsa della vita!).

Istruzioni per l'uso

Istruzioni per l’uso

3. Salite SEMPRE sulla Metropolitana, Circumvesuviana, Cumana, senza far prima scendere gli altri passeggeri.

Questa è la regola aurea, la pietra angolare da cui si può distinguere un VERO NAPOLETANO® da un qualsiasi turista o studente fuorisede. I VERI NAPOLETANI® hanno imparato sulla loro pelle lungo anni di attese e traversate sui mezzi pubblici che Napoli non è fatta per i deboli ed i timidi. Il solo modo per raggiungere il posto a sedere che meritano (e lo meritano di certo perché sono VERI NAPOLETANI®) è prendere a spallate tutto e tutti e infilarsi nella carrozza non appena le porte vengono aperte. Fate valere il vostro status di VERI NAPOLETANI® Alfa!

On your marks...trois...deux...un...fiiiiii!

On your marks…trois…deux…un…fiiiiii!

Post Scriptum dell’ultimo minuto: Se al vostro chihuahua di merda, che avete chiamato Pocho 3 anni e mezzo fa…

— e mo ve lo tenete così. Mai gli potete cambiare nome a quella povera bestia senza colpa. Siete stati sfortunati, se lo chiamavate Marek andava ancora bene. —

Povera bestia, asesini!11!

Povera bestia, asesini!11! Non la vedete come soffre? Sta piangendo!!111!

…dicevo, se al vostro chihuahua di merda gli avete comprato il cappottino, comprategli pure un pannolone in coordinato, ché il centro storico pare un campo minato.

Disclaimer: questa vuole essere satira. Per vostra informazione, prima che partite con una crociata anti-antinapoli, pur non essendo napoletano ho vissuto a Napoli per parecchi anni. Al Quartiere Porto prima e poi a Montesanto. E adesso che non ci abito più continuo a venirci. E ad amare Napoli. E se la tratto male è proprio perché la amo e conosco il suo potenziale, e la vorrei migliore. E trovo profondamente frustrante e triste vederla autocommiserarsi e autogiustificarsi bonariamente.

Nell’affresco sono una delle figure di sfondo.
Talvolta scrivo stronzate. Le altre volte non scrivo affatto.
Nel tempo libero faccio la napoletana a coppe nei tornei di tressette.
ll resto del tempo sono un Dostoevskij turbosexy dai capezzoli roventi.
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