Crasi VostrEH

Quei DUE Kiwi al COMICON (Manara Edition).


Tempo di lettura: 7 minuti

comiconVenghinò signore e signori, venghinò!

(ma pure se non siete signori eh, che certe volte quelli so’ i peggio)

I vostri due Kiwi preferiti, proprio QUEI KIWI, dal 30 Aprile al 3 Maggio saranno al Napoli COMICON!

Nel senso che ci andiamo a raccogliere il cotone lavoriamo.

Nel senso come standisti, guardie e schiavi (sessuali e non, a seconda di evenienze e circostanze), che al giorno d’oggi bisogna essere flessibili come non mai sul lavoro. Perché la sua soddisfazione è il nostro miglior premio, anche se non abbiamo ancora capito bene “la sua” di chi.

Nel senso che mica pensavate che ci andassimo come ospiti? I blogger seri, quelli che lo fanno di professione (non ridete), ci vanno come ospiti! Noi invece saremo lì a dimostrare a quei bamboccioni di lavoratori, i quali il primo maggio festeggiano invece di andare a lavorare, che a lavorare son buoni tutti, pure quelli come noi, che vogliono solo fare i disoccupati, quindi la smettessero di fare tanto le prime donne, come se ce l’avessero solo loro!

Nel senso, #AffanculoPureAiLavoratori

Ma facciamo un po’ di pubblicità gratuita a questo importante evento, che si svolge da anni nella nostra bella Partenope (che in verità non è la nostra città, siamo figli adottivi, ma, come a volte accade, la rispettiamo e le vogliamo bene più noi dei figli veri, che troppo spesso la danno per scontata, trattandola pure una merda).

Cosa c’è al Napoli Comicon che vale la pena di vedere, quindi?

Sicuramente non per l̶e̶ ̶t̶e̶t̶t̶e le cosplayer di Power Girl. PROPRIO NO.

Sicuramente non  l̶e̶ ̶t̶e̶t̶t̶e le cosplayer di Power Girl.
PROPRIO NO.

CHIARAMENTE NOI!!! Di che altro avete bisogno?

Vuoto il sacco, non ho alcuna idea di cosa ci sarà in questa edizione, il programma ormai non lo leggo proprio più, tanto, tutto quello che riuscirò a vedere saranno lo stand, i cessi e il bar (se va bene). Quest’anno ho ripreso di proposito a fumare, nella speranza di avere, oltre alla pausa pipì, anche la pausa sigaretta.

AH NO! Una cosa la so!

Il 30 ci saranno i Tre Allegri Ragazzi Morti in concerto!

Pezzo a caso (non è vero, il caso non esiste)!

UN MOMENTO! Me ne sono ricordata un’altra!
aNisida

Stai attenta Miele! I gabbiani sono brutte persone!

Inserita nel programma principale del COMICON, dall’11 Aprile al 30 Maggio, si terrà al PAN | Palazzo delle Arti Napoli, la mostra Milo Manara: Le stanze del Desiderio (devo spiegarvi chi è Manara, no vero?). Io ci sono andato e nonostante non fosse la prima volta che vedessi una sua esposizione, ho apprezzato molto, eccezion fatta per una sola cosa. Ma andiamo con ordine, partendo da quello che mi è piaciuto di più, sebbene non fosse inedito:

Miele

La dolcissima Miele.

In una delle stanzette laterali c’erano una serie di illustrazioni a matita, tratte dalle 15 del portfolio Le donne di Milo, delle quali ho apprezzato moltissimo quella di Miele. Perché?

  1. Adoro le matite e posso fare a meno dei colori che non appartengono alla scala dei grigi. In questo modo ho il vantaggio di potermi immaginare che i suoi capelli non siano biondi. Capirete la difficoltà nel trovare una buona approssimazione di donna ideale nella realtà, ancora non ne ho conosciute in scala di grigi. Maledizione.
  2. Tra tutte le illustrazioni, era quella con il sedere più vero e meno di plastica. Sono sicuro che per i canoni attuali, qualcuno potrebbe finanche arrivare a dire che ha il culo grosso, qualche inestetismo o la pacca scesa. Beh, sappiate che vi voglio bene, come si vuole bene ad un fratellino ritardato. Non è colpa vostra, io vi perdono (ma non dimentico).
  3. È Miele, la protagonista de Il profumo dell’invisibile (nonché la protagonista del videoclip di Miele di Gigi d’Alessio, penso mentre mi percuoto i coglioni con un mattarello) del 1986, una donna che ha la pecularietà di essere particolarmente disinibita e maliziosa, poiché, ogni volta che le domandano da cosa derivi il suo nome, lei stessa risponde «Perché ce l’ho dolcissima. Almeno così dicono»mimando una fessa vagina con le mani, unendo la punta degli indici e dei pollici in un rombo. Sfrontatissima, nevvero?

Questo ci porta direttamente a quello che proprio non ho apprezzato.

Manara è conosciuto principalmente per le sue illustrazioni e il suo fumetto erotico, ebbene, come se non fossero bastate le sterili critiche dell’anno scorso sulla sua copertina di Spider-Woman (qui i dettagli), ritenuta eccessivamente “sessualizzata” e disegnata in una posa che lasciava intendere che avesse troppo un bel culo, in questa esposizione c’erano dei separè, per nascondere dalla visione diretta le illustrazioni e le tavole ritenute più “spinte” (ricordiamo che non è un disegnatore porno), con tanto di avviso “Le immagini qui dietro potrebbero offendere la sensibilità dei visitatori, entrate a vostro rischio e pericolo”.

Hanno avuto paura e han voluto mettere le mani avanti, realizzando un “filtro anti-bigotto”, nell’eventualità che una gang di bizzuochi scassacazzo, portando i figli a vedere la mostra di giornalini di “Manara, maestro dell’erotismo a fumetti” alla vista di culi non coperti da hot pants (detto in inglese solo per far pigliare collera a Nanni Moretti), capezzoli e cosce aperte invece che di Pippo e Topolino, avesse urlato:

«All’arme! Vergonniaaa! Non è Arte! Dovrebbero vietarla! Siete dei sessuomani maschilisti e misogeni che oggettivizzano il corpo femminile! Fate schifo! Possibile che nessuno pensi ai bambini?»

Dimenticando il trascurabile dettaglio che, in un disegno, le differenze tra un culo nudo e uno in calzoncini corti,  consistono nelle cuciture delle tasche disegnate sulle pacche e da due linee orizzontali disegnate sotto le natiche (o a 3/4 di natica, per le più birichine), che segnano il confine tra il calzoncino e la pelle, quindi stanno solo nell’illusione che vi scorge l’occhio dell’osservatore.

Ma in fondo fate bene, la prossima volta lasciate pure i vostri pargoli a casa davanti al televisore, risparmiando loro queste pruriginose oscenità, tanto, se il volume è sufficientemente elevato, non vi sentiranno nemmeno mugolare mentre lo prenderete nel culo da Blake, il pastore tedesco di casa. Mi raccomando però, abbassate le persiane e chiudete bene le tende! Un po’ di pudore!

*** *** ***

Chiusa la piccola polemica personale, anche quest’anno il sodalizio di amicizia e scagnozzismo con Antani Comics è rinnovato e saremo accampati allo stand A13 del Padiglione 2, zona AntiquariatoOrmai non ha più senso negare l’evidenza, stiamo invecchiando. Sigh.

Dove siamo noi? Lì!

Dove siamo noi? Lì!

 

Il posto è il solito, perché è in assoluto nella zona con più cessi e bar nelle vicinanze e noi amiamo gli odori forti, come la nube di ammoniaca che si crea, in genere, durante l’ultima giornata, quando quei cessi avranno ormai deglutito un numero di pisciate almeno trenta volte superiore a quello delle volte che ci avranno chiesto dove sono gli stessi.

Questo ci rende felici, vuol dire che al mondo esistono ancora tante persone perfettamente in grado di trovare i cessi senza venire a chiedercelo.

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Che poi sarebbe qui. Lì ci sono i bagni.

L’imbattibile formazione partenopea sarà così formata e disposta a quadrilatero, in tutto il suo prepotente fulgore:

  • Il Bello:  Non pervenuto. E’ caduto, s’è impiccato, non ho capito bene.
  • Mr. Antani: Colui dalla cui materna mano mangiamo noi tutti (Allitterazione! +3 punti!), Colui che con l’altra mano ci darà ordini e indicazioni e pure Colui la cui ultima mano terrà saldamente la frusta, che farà schioccare sulle nostre carni quando sbaglieremo. È una mano che tiene una frusta. Io VOGLIO credere che sia così e non mi farete cambiare idea, tantononvisento *LALALALALALA*.
  • Ypsilon, il Cristo Svelato: (In esclusiva per voi! Su Rieducational Ch-) L’insuperabile bontà, la grazia, la cortesia, la femminilità, l’eleganza che avete imparato ad apprezzare in questi anni, in olio d’oliva.
  • Zeta, l’Aragorn dell’Eurospin: L’eloquio di un falco, la preparazione di un falco, la dialettica di un falco e l’acuta vista di un professore di russo con la cataratta. «Signore, scusa, quanto costano i topolini?»  «KIIIAAAAAA’!»
  • Igo, il Mastino: L’addetto alla sicurezza e alla camera di tortura, il cane da guardia che mozzica, pure pe’ senza niente!
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Lo ammetto, ho esagerato, ma a cosa serve avere una piantina ad altissima definizione se non puoi fare il cretino con gli ingrandimenti?

Insomma, saremo lì a vendere fumetti, action figures, amore, a dare indicazioni gratuite per i bagni (massimo una a persona però!) e a fare apprezzamenti sconci gratuiti su tutte le ragazze che esibiranno una grazia a loro scelta, quelle che invece non volessero esibire una grazia, potranno pagare comodamente anche esibendo una grazia loro scelta.

PASSATECI A SALUTARE!

Specialmente se siete delle gran fiche!
Specialmente se ci volete bene!
Specialmente se volete comprare qualcosa!
Specialmente se siete delle discrete fiche!
Specialmente se volete sapere dove sono i bagni!
Specialmente se siete delle fiche, che noi vediamo bellezza a strafottere comunque!
Specialmente se non ci avete mai sopportato e volete farci perdere tempo senza comprare niente!
Specialmente se siete intersex! Noi non ci fermiamo al dualismo M/F, non discriminiamo in base al genere, anzi si! A voi vi vogliamo più bene, a voi! Per compensare a tutti i giovanardi d’itaGlia!
Specialmente se volete sapere quanto costano quei Topolino a un euro!
Specialmente se vi siete stancati di leggere tutti questi “Specialmente”!
Specialmente pure se siete masKio! Ma che ce ne fotte! Un amico ci ha insegnato che “ma che schifo!” non si dice mai, che è peccato.

Promozione!

Alla prima (vabbuò, pure al primo..) che chiederà esattamente con le seguente formula la versione tascabile di CINQUE per Vendetta” (si ragazzi, non è una lettera Vi, è un 5 in numeri romani), praticherò, di tasca mia, uno sconto del 27% sullo stesso, vendendolo a 4€ anziché 5,50€. Parola di Francesco Amadori Ypsilon!

Capace in cucina, passabile in corridoio, imbattibile sul divano.
Accompagnatore indefesso, paziente ascoltatore, oratore discreto e supereroe nella norma.
L’autoironia mi ha reso tripolare ed ora non distinguo più la realtà dalla realtà dalla realtà.
̶A̶h̶,̶ ̶h̶o̶ ̶i̶ ̶c̶a̶p̶e̶l̶l̶i̶ ̶c̶h̶e̶ ̶p̶i̶a̶c̶c̶i̶o̶n̶o̶.
Faccio il disadattato part-time, ma nel tempo libero mi dedico al volontariato e cerco di aiutare la mia depressione.
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