Deontologia della barbarie

#fertilityday: il 22 Settembre sborrale nel cuore.


Tempo di lettura: 5 minuti

Fertility-Day

Ovunque proteggi, ma soprattutto ‘mmiez ‘e cosce.

 

#fertilityday

Sugli aspetti seri della questione non è il caso di fare nemmeno mezza riflessione, sarebbe imbarazzante e ridicolo, anche per gente come noi.

Davvero.

Mi cascano le palle, mentre io vorrei conservarle nel caso le spore che custodisco nei coglioni trovino – un giorno – le condizioni ambientali adatte per germinare in qualcosa che si limiterà a cacare e mangiare per tutto il primo anno di vita, per poi passare – crescendo – a cacarmi il cazzo e deludermi votando Lega Nord.

Gioia e giubilo.

Quindi, avanti con le fesserie!

#UN

Salta subito all’occhio che #feritlityday è un nome di merda. Su questo possiamo essere universalmente d’accordo.

Usare inutili inglesismi solo per sembrare più “catchy” (che Zeus mi fulmini) riesce nell’impossibile impresa di risvegliare in me il latente fascismo che non sapevo nemmeno di ospitare nell’animo di chimiemmuorto.

Amo la lingua della sterlina e la preferisco negli ambiti tecnici, quando l’italiano (causa traduzioni al risparmio affidate a cani) risulta sovente ambiguo e poco scorrevole, però l’autarchia linguistica fascista almeno fa sorridere!

Non è da sottovalutare che fu opera, tra gli altri, dell’ardito D’Annunzio, antesignano della figura dell’amministratore di supporti audiovisivi atti alla commercializzazione sociale (social media marketing manager), dannatamente bravo nel cesellare persuasione e gusti del pubblico sullo stesso gioiello letterario, a differenza degli odierni “colleghi”, cianciugliatori all’albionica maniera di parolette forestiere raccattate balordamente gingillandosi in deplorevoli esotismi!
Cani traditori!
Subumani vilificatori dell’italica favella, giacché sia essi stessi che il loro target bersaglio, padroneggiano goffamente solo quattro vocali su cinque!

Come dimenticare la “Bevanda arlecchina”, oggi divenuta un vezzoso “cocktail”.

Viceversa, l’abuso di inglesismi e inglesizzazioni mi causa reazioni autoimmuni alle gonadi e perdite di tempo, che tante volte non solo devi tradurre comunque il termine, ma pure spiegarne il significato in italiano, perché chigliemmuorto.

C’erano una moltitudine di alternative per il nome delle campagna, per esempio #giornatadellafertilità sarebbe stato meglio (anche se avrebbe fatto schifo lo stesso) oppure, puntando tutto sulla malizia, anche un bel #saltodellaquagliasbagliato o un lapidario #creampieday (che essendo slang, va bene pure in inglese), avrebbero fatto la loro (s)porca figura.

#DEUX

Ammirate il bruttissimo logo!

Fertility-Day-logo

Quando la professionalità non sai nemmeno come si scrive.

 

Volendone fare una disanima tecnica, possiamo dire che è veramente brutto, ma quale disanima tecnica vogliamo fare?

Più lo guardo e più cresce in me il disagio.

Nella sconfinata matrice di lettere che è la mia mente (un po’ Matrix, un po’ Ruzzle) si forma e disfa continuamente la stessa frase:

«Il 22 Settembre sborrale nel cuore.»

Che è comunque un grande slogan.

#TROIS

Tecnicamente possiamo analizzare il font carattere utilizzato:

Jokerman.

OH SI! Continua a leggermi, non ti fermare!

Due con la forza di uno.
Uno con la forza di niente.
Tre palle e due mezze seghe dovrebbero bastare per ottenere una granda pugnetta, forse.
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Crasi VostrEH, Deontologia della barbarie

Il Web mi fa Eco nella testa.


Tempo di lettura: 11 minuti

Giugno, 5:07 a.m, forse venerdì, Internet.

Articolo Aggiornato: m’ero perso un pezzo dell’intervento, meno citato. Perdono.

Discutevo da giorni con amici di cose che sono successe e quando non lo facevo, loro comunque ne discutevano con me, quindi ad un certo punto è stato d’obbligo dire qualcosa, così tra le voci che oggi mi fanno eco nella testa, almeno c’è pure la mia.

Tanto le notizie alla fine ti raggiungono, anche se ti imboschi a smartphone spento in una foresta di bambù nel Sichuan, perché ci sarà sempre uno che verrà a fotografare i panda e ti taggherà, con geolocalizzazione attiva.

Ci stanano i terroristi così, vuoi che non mi trovino gli amici per parlarmi o il padrone di casa per l’affitto.

Mestamente cedo e mi costringo a farmi un’opinione su cose di cui non me ne fotte, ponendomi domande esistenziali 2.0 poco profonde.

È il Web che me lo chiede. Indignato.

Perché aprirsi un account Instagram/Facebook/Twitter/Google+ ?
Perché aprirsi un Blog? Un canale Youtube? Un profilo su Badoo? Un negozio di cover di iPhone?

«Perché oggi è fondamentale avere una strategia di webmarketing e puntare sul lato social, sulla seo, sulle infogra-

NO!

Usando le parole che avrebbe usato Freud, maestro unico di psicologia, etologia e biologia (la crisi…): «Per chiavare».

Nel senso proprio di riprodursi. Pure quando lo fai col preservativo. In fondo è il più innocuo degli inganni che ci propiniamo.

Quando leggiamo una storia, nella nostra mente fantastichiamo di essere un eroe che uccide draghi e salva principesse, così ci svaghiamo e ci rilassiamo.
Pure se sappiamo che non sta accadendo davvero.

Quando copuliamo usando contraccettivi, nel nostro corpo fantastichiamo di starci riproducendo, così ci svaghiamo e ci rilassiamo.
Pure se sappiamo che non sta accadendo davvero.

(E se accade davvero, vabbuò, hai fatto il guaio, che sarà mai! Mica è ‘na malattia…)

Questo paragone incidentale, mi fa capire perché di libri se ne vendano sempre meno, ma i preservativi vadano ancora forte.

Diamo per assodato che c’è questa esigenza comunicativa, per eviscerarne i motivi,  si contatti Freud.

«Non so bene cosa voglio dire, ma quando lo dirò voglio che tutti mi ascoltino complimentandosi, perché lo specchio s’è scocciato di parlarmi.»

Pubblicare video in cui si fanno cose, foto di tutto, sbaniare o condividere roba d’altri è diventato semplicissimo e, a parità di scarso impegno, restituisce più soddisfazione dello scrivere, sensatamente e verificando le fonti, di argomenti che si conoscono. Quindi tanta gente lo fa.

Posso descrivere in maniera tanto carnale quanto poeticamente soave la bellezza e l’estasi erotica di un seno nudo, come nemmeno Dante su dettato di Saffo avrebbe saputo fare, ma un’underboob piglierà sempre diecimila volte più like*. Figurati due. Quindi tanta gente lo fa.

*A meno che tu non sia un cantante famoso, un’opinionista e web influencer (che brutta parola!) o un famoso semiologo, filosofo e scrittore italiano di fama internazionale. In questi casi, anche se fai un peto, c’hai 32 mila persone che ti dicono “bravoH!”, 23 mila che ti dicono “stronzo!” e svariate migliaia che ti dicono “zoccola!” augurandosi la tua morte. Pure se sei maschio. Ma l’importante è che se ne parli, perché i pagamenti sono in base alle visualizzazioni.
Morandi, Lucarelli ed Eco. Tre persone con uguale diritto di parola.

Tre persone che hanno lo stesso diritto di parola di un premio Nobel. Come tutti (almeno nel mondo civile).

A questo proposito, qualche giorno fa, per come la vedo io, Umberto Eco s’è ‘mbriacato forte.

Come tutti noi quando ci ‘mbriachiamo forte, ma con più stile, si è messo a sbaniare contro i tempi che cambiano, la tecnologia, i social network, la stupidità sempre più imperante.

Come tutti.

Perché se tutti ci adeguiamo alla società per poter chiavare, tutti ci rifugiamo nel passato per la paura di morire.

Tutti.

OH SI! Continua a leggermi, non ti fermare!

Due con la forza di uno.
Uno con la forza di niente.
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Deontologia della barbarie, Esizialesimo

Matrimonio di Selfie con Cani, Porci e noci pecan.


Tempo di lettura: 6 minuti

♥♥♥ L’altra sera sentivamo un miagolio provenire da dietro ai cassonetti, abbiamo cercato di ignorarlo, ma poi è uscito all’improvviso, tutto trotterellante, un batuffolino di pelo grigio che ci è corso incontro.

Era una zoccola.
Ci ha guardato, ha sputato ‘nterra e ha detto “Vagliù, jatevenn’ a casa, è tardi.”

Noi abbiamo urlato in coro come Paola e Chiara ai tempi d’oro “Gatttttinooooooooo!” e non ce la siamo sentita di lasciarlo lì, con il pericolo che finisse investito da un’auto, così l’abbiamo portato a casa. Subito un tipo ha approfittato del nostro momento di tenerezza e mentre eravamo ancora intossicati da ossitocina e pensieri melensi, ad accarezzare il gattino – che si è dimostrato un po’ mordace e veramente scustumato –  ci ha chiesto se poteva scrivere un pezzo qui sul blog e gli abbiamo detto di si.
Però è l’ultima volta eh, che mamma si incazza se gli portiamo altri gattini a casa! ♥♥♥


L’altro ieri,

il mio cane – che per motivi di privacy e PETA chiamerò Priscilla – mi ha chiesto di fargli un selfie.

«Priscilla, si chiama selfie perché dovresti fartelo da sola.»

«Ma io non ho il pollice opponibile!»

«It’s evolution, baby!»

«Allora fattelo con me, daiii, per favoreee!»  combo di occhioni dolci

«Vaffanculo, Priscì, vaffanculo!»

Priscilla comunque è una gran burlona, eccola allo scorso Halloween

Priscilla comunque è una gran burlona, eccola lo scorso Halloween.

Così ci siamo fatti un selfie, come due fidanzatini che si sono appena odorati il culo; che, se ci pensate bene, detto in relazione a un padrone col suo cane, fa abbastanza ridere.

No? Non state ridendo? Cazzo me ne frega, il blog mica è mio.

Ho fatto vedere la foto a tutti, a tutti ho detto che non ho resistito ai suoi occhi dolci, tutti, poi, stavano facendo partire una denuncia per molestie sessuali su un animale.

«Ma non è un animale, mi parla, ragioniamo. Crede che con la fine degli accordi di Bretton Woods del 1973 sia iniziata la crisi perché non ci sono stati più nessi con le riserve auree dei paesi.»

Tutti hanno cambiato numero e hanno chiamato il 118.

Detto questo credo che dovrei mettere la testa a posto e trovarmi una ragazza, invece di fare selfie col mio cane.

Lo penso da molto.

Non vorrai fermarti qui tesoro! Dai! Continua a leggerci!

Due con la forza di uno.
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Crasi VostrEH

Captatio Benevolentiae con ing0i0.


Tempo di lettura: 3 minuti

Vi starete chiedendo: «Ma che cazzo è ‘sta pagina e perché ce l’ho tra i “Mi piace”???»

La verità è che vi abbiamo hackerato l’account, ma vi poteva andare peggio, potevamo essere l’isis o dei mortidifica che vi avrebbero messo foto di cazzi mosci in profilo p’ tutt part (ciao William!)

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Ciao, William.

 La verità vera – oiveramenteperò™ – invece è che la pagina è stata rinominata, così, come l’araba fenice dopo La Sbronza Di Merda, dalla ceneri degli avi e dei padri e di nonnema è nato un caffè veramente brutto. Brutto assai e che porta merdasprùzzo.

Abbiamo buttato tuttecose e abbiamo fatto un blog.

Accussì, bellebbuon.

Che tanto merli, piccioni, gabbiani, cuorvi, passeri e gufi ne abbiamo visti assai, ma fenici mai.

 

OH SI! Continua a leggermi, non ti fermare!

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Crasi VostrEH

Ciao m̶o̶n̶d̶o̶! stronzo!


Tempo di lettura: 1

Ho cercato "sexy kiwi" su Google Immagini.

Ho cercato “sexy kiwi” su Google Immagini.

Benvenuto su livuoiquei.kiwi, il nuovissimo blog basato su wordpress, concepito negli anni ’90 ma nato a marzo 2015, che è un poco poco come convincersi di inventare la ruota nel 1998.

Utile come un buco del culo sul gomito, una bicicletta per un pesce, il pane a chi non ha i denti e altre sedicimila citazioni ladrate a gente famosa e/o morta.

Se i kiwi non li volevi, potevi pure pensarci prima.
Mò te li slurpi.
Tutti.
Che il kiwi fa bene alla pelle e alla dieta dissociata.

Il blog è in costruzione o in allestimento (che sono modi fichi per dire che la rebosciataggine [che a sua volta è un modo trappano per indicare la sregolatezza, attenti, potrei continuare per sempre] sta combattendo contro la voglia di fare e per il momento guadagna terreno).

O come nel caso del bimbo in foto, nonostante i traumi provocatigli dai genitori, è in fase di crescita e di sviluppo, interiore od esteriore.

Stay tuned.
Oppure no. Chi cazzo sono, tuo padre, che ti dico quello che devi fare?

(nessun bambino vestito da kiwi sarà molestato durante lo sviluppo di questo blog, se non con il consenso dei genitori e in regioni geografiche in cui manchi una specifica legislazione penale a riguardo).

Due con la forza di uno.
Uno con la forza di niente.
Tre palle e due mezze seghe dovrebbero bastare per ottenere una granda pugnetta, forse.
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