Esizialesimo, Umani Casi

Anna Karenina muore per dispetto.


Tempo di lettura: 4 minuti

Mi togli una curiosità? C’è una caratteristica della vagina che è l’equivalente stereotipico del cazzo grande? Voglio dire, c’è qualcosa, nell’universo maschile, che viene considerato un selling point riguardo la fessa?

Mi chiede Irma tra uno stiracchiamento felino e un altro, mentre io mi pulisco il cazzo sulle tende del salotto (che bella cosa non avere un editor, né un qualsivoglia senso comune della decenza). Di tanto in tanto, il suo accento francese mi fa pensare di star scopando con l’ispettore Clouseau. Quello o i baffetti alla Dalì.

Non saprei, Irma, non ci ho mai pensato, credo che l’ideale stereotipico sia una fica stretta, ma non ho mai avuto un riscontro soggettivo dell’importanza o meno di questo fattore.

Come mai?

 

Ho perso la verginità stamattina.

 

Vaffanculò.

 

È molto bella, Irma, di quel bello che quasi ti acceca. Le sue cosce bianche stonavano tremendamente sulle coperte militari della Caritas, che mi ostinavo a definire Arredamento Situazionista” ma che poteva essere facilmente tradotto in “non ho gusto, non ho soldi, mi litigo i panni usati con gli zingari però mi do’ una parvenza di contegno utilizzando termini mutuati da tesi di laurea di studenti dell’Accademia delle Belle Arti che correggo per non dover fare l’elemosina per pagarmi da bere”.

Ma Arredamento Situazionista” è indubbiamente più facile e veloce da scrivere e fa decisamente più bella figura sul curriculum.

Stonavano anche sulle tette nere e flaccide da indigena Tawhorii che immaginavo per ritardare l’eiaculazione.

Un fatto così.

Un fatto così.

Non che io sia razzista, beninteso, ma per chissà quale oscura associazione neurale, quelle tette flaccide mi fanno pensare ad Indro Montanelli e a quella storia della dodicenne abissina che aveva comprato a 500 lire, per scoparsela ogni 15 giorni, tra uno sterminio di massa di libici e un “eia eia alalà”.

Come dite, mie piccoli amici? Perché allora non penso direttamente ad Indro Montanelli?

Mi si smoscerebbe all’istante, figliuoli cari. Poi, del resto sono così, adoro complicarmi la vita.

 

 

Sempre.

 

 

 

Pure quella volta che chiavo.

 

 

Ma torniamo ad Irma.

OH SI! Continua a leggermi, non ti fermare!

Nell’affresco sono una delle figure di sfondo.
Talvolta scrivo stronzate. Le altre volte non scrivo affatto.
Nel tempo libero faccio la napoletana a coppe nei tornei di tressette.
ll resto del tempo sono un Dostoevskij turbosexy dai capezzoli roventi.
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Esizialesimo, Umani Casi

Inverosillabi


Tempo di lettura: 7 minuti

Il sole di tardo ottobre non riscalda come vorrei. Sono seduto su una panchina e di buon umore, caso raro di questi tempi.

Mo stiv buon! No poco di cafè, a nonna?

 

No, grazie nonna. Non mi far perdere il filo.
Anche perché il protagonista di Grazie Nonna! è Giusva Fioravanti, che si stancò di fare l’attore da commedie sexy e decise di diventare un terrorista neofascista ritenuto responsabile della Strage di Bologna (85 morti) e di altri 8 omicidi. Definito dalla sua compagna, Francesca Mambro, anche lei terrorista neofascista, ritenuta responsabile della strage di Bologna e di altri 11 omicidi, come “L’uomo più sensibile che io abbia mai incontrato”….gli Offlaga Disco Pax ci hanno anche fatto un pezzo su sta cosa.

Ma io stavo parlando di un’altra cosa! Lo vedi, nonna che mi distrai!

Ma che vuò? Sei tu che inventi
ciò che dico man mano che lo scrivi!
Sei una persona veramente disturbata, lo sai?
Dovresti parlare con qualcuno!

E basta co sta storia! Sto molto bene.

Sai che ti dico?

Pippo Baudo.

Pippo Baudo: rattuso dal 1936

Pippo Baudo: rattuso dal 1936

Perché Pippo Baudo? Perché vaffanculo! Ecco perché.

Dicevo.

No, nonna! “Dicevo” lo devo dire io, senò il lettore si confonde!

Maronn a che nipote cacacazz.
Jamm’ ja, dici “Dicevo
che sta digressione
si sta facendo troppo lunga.

DICEVO.

Brav. Pure sottolineato! Sei uno forte, tu!

Sono su una panchina, guardo il mare. Il grecale soffia forte e ci scompiglia i capelli. Linda raccoglie i suoi e ne fa un coda, poggiata sulla sua spalla destra, lasciando scoperto il suo bellissimo collo. Lo guardo e mi viene duro come a Matteo Salvini quando ha saputo degli attentati di Parigi.

OH SI! Continua a leggermi, non ti fermare!

Nell’affresco sono una delle figure di sfondo.
Talvolta scrivo stronzate. Le altre volte non scrivo affatto.
Nel tempo libero faccio la napoletana a coppe nei tornei di tressette.
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In the pines.


Tempo di lettura: 6 minuti

You’ve caused me to weep,
you’ve caused me to mourn
You’ve caused me to lose my home

In the pines, canzone popolare statunitense

(no, non è di Kurt Cobain, forse il primo ad inciderla è stato il bluesman Leadbelly negli anni ’40,
ma ne esistono un miliardo di versioni diverse, è pur sempre una canzone popolare, cristo).

Se potessi, questa foto la intitolerei "The Pulse of Americana", come la playlist di Spotify, andatevela a sentire, pischelletti.

Se potessi, questa foto la intitolerei “The Pulse of Americana”, come la playlist di Spotify, andatevela a sentire, pischelletti.

Il senso di straniamento.

Quel limbo in cui ti trovi incasinato quando per un certo periodo di tempo sei così preso dalle cose da fare, dagli impegni, oppure così scazzato, che non ti informi più, non parli più con nessuno, non ti interessi più a nulla. Fai solo quello che devi fare. Magari lo fai anche bene. Ma fai solo quello.

L’alienazione.

Poi un bel giorno, osservi l’orizzonte, quando d’un tratto…

ti ricordi!

 

 

Esiste gente che viene pagata per maniare le zizze e sditalinare le scrofe. Per stimolarle e facilitarne l’inseminazione. Una scrofa arrapata è una scrofa fertile.

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=6q2wKhqdmmw]

“E la scrofa se steva!” (grosse citazionE)

 

Così sorrido in questa torrida notte estiva. Il sudore che si imperla sulla fronte mentre la mia mente vaga alla ricerca delle parole giuste.

Tutto sta nelle parole giuste al momento giusto, ragazzo, dice la parte di me che crede di aver capito qualcosa della vita alla parte di me che invece sa di non aver mai capito un cazzo.

 

Tutto ciò che si fa spazio, però, alla fine dei giochi, è una tremenda sete.

 

Apro il frigo. Tutto ciò che trovo per placare la sete orrenda che mi divora dentrrrrroooo è una fottutissima Peroni Chill.

Una.

Peroni.

Chill.

 

Una volta oltrepassati i drammi e i dubbi di tipo esistenziale-fatalistico (chi cazzo l’ha comprata? Perché? Sono stato io in un raptus di follia? Mi è spuntata una vagina sotto la barba? Fammi controllare un  attimo che la prevenzione è tutto),

 

decido con una scrollata di spalle di dare una simpatica sfumatura di limone alla mia gastrite. Sempre meglio di niente, in  fin dei conti. Eccolo il bruciore che mi fascia rassicurante l’esofago. Su certe cose puoi contare.

 

 

 

Che cazzo bevi roba gassata e acida se hai la gastrite, direte voi, miei piccoli amici?

 

 

Siamo animali votati all’autodistruzione vi risponderei se fossi il co-protagonista di un romanzo di Palahniuk

 

 

ma invece risponderò semplicemente Al Bano.

Si, Al Bano.

Si, Al Bano.

 

OH SI! Continua a leggermi, non ti fermare!

Nell’affresco sono una delle figure di sfondo.
Talvolta scrivo stronzate. Le altre volte non scrivo affatto.
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Umani Casi

Circumvesuviana: Road to EleMenti (AV)


Tempo di lettura: 12 minuti

Domenica 2 Agosto,

dovevo andare al concerto di Tony Tammaro nella lupesca Avellino.

NO, non sto sfottendo, lasciando intendere che stanno in culo ai lupi e NO, non sto parlando dei “Lupi” dell’ U.S. Avellino 1912, che è rimasta in serie B (e giuro che se me ne fottesse qualcosa, mi dispiacerebbe tantissimo).

Tentavo di non scrivere “Irpinia”, usando un sinonimo, perché, come sicuramente saprete, “Hirpini” deriva da “hirpus” e significa, ma guarda un po’, “lupo”.

Ma il mio Consulente di Marketing si è appena stracciato una pacca il grande gluteo sx e lo ha gettato a terra, come la spugna dei grandi allenatori di boxe, perché la vostra soglia di attenzione si sta schiantando su un iceberg di indifferenza, quindi la smetto con i cenni storici.

Dico “DOVEVO” perché mi è stato quasi imposto. I fatti sono andati così:

«Domenica vieni con noi allora?»

«Ma cosa? Chi sei? Perché mi hai svegliato?»

«Domenica sera, vieni con noi ad Avellino.»
(Si noti come sia già sparito il punto interrogativo di cortesia.)

«NO. Non me ne tiene. A fare che?»

«C’è il concerto di Tony Tammaro e tu VIENI

«Poi vediamo.»

«Non vediamo niente, vieni e basta.»

«Non insistere, ci penso…»

«Dai! Presentano pure il video “Lo Zoo di Bellini”!»

«Clamoroso! Però adesso che già l’ho visto su youtube, che vengo a fare?»

«Ci sta Luca Auanasgheps, quello ti piace!»

«Mi piace quello che scrive, l’hai detto come se me lo volessi chiavare!
È ‘nu bell’ome, per carità, ma non penso che si vuole far chiavare da me… po’ chi ‘o sap. »

«Fanno il panino con il maiale che gira (arrosto)!»

«A che ora?»

* * *

Non che non apprezzi Tony Tammaro, ANZI! Massimo Rispetto! È un cantanto proto bello, aTTissimo livello!
Come tutti in Campania, avevo le cascette false originalizzate “Mixed By Erry”.

E voi? Voi ve le ricordate le intromissioni tra un pezzo e l'altro con la suadente voce "By Erry"?

Nelle quali, almeno una volta per lato, c’era l’intromissione di una suadente voce a ricordarci con un “By Erry!”  la paternità della copia. La mia stima per Tony T era così alta che, nel lontano 1999, comprai financo la raccolta originale oiveramenteperò™ “Tutto Tony Tammaro” al costo di 19900 lire, pari a quattro mie paghette dell’epoca, con resto di due goleador. Non so se vi è chiara l’entità dello sforzo economico.

Tony Tammaro DoppioCD

Detto questo però, bisogna considerare che lui suona da venticinque anni ed io l’ho ascoltato per almeno venti.

A casa dalla cassetta,
a scuola insieme ai compagni,
su Canale 9, guardando Tamarradio,
in ogni fottuta gita scolastica,
ai concerti di paese
e alle feste di compleanno delle medie.

Quelle con il saccone da 5kg di Crik Crok un po’ ammosciate, nel nuovissimo gusto “sale & sale” e il chinotto.

chino

 No, non il Chinò,

OH SI! Continua a leggermi, non ti fermare!

Capace in cucina, passabile in corridoio, imbattibile sul divano.
Accompagnatore indefesso, paziente ascoltatore, oratore discreto e supereroe nella norma.
L’autoironia mi ha reso tripolare ed ora non distinguo più la realtà dalla realtà dalla realtà.
̶A̶h̶,̶ ̶h̶o̶ ̶i̶ ̶c̶a̶p̶e̶l̶l̶i̶ ̶c̶h̶e̶ ̶p̶i̶a̶c̶c̶i̶o̶n̶o̶.
Faccio il disadattato part-time, ma nel tempo libero mi dedico al volontariato e cerco di aiutare la mia depressione.
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I pomidori di Mordor.


Tempo di lettura: 15 minuti

La Terra dei Fuochi continua a bruciare!

(titolano il Corsera, il Mattino, il Fatto Qtd, Fanpage, il Manifesto, questo, quello e Mariastella.)

GRANDE! Un nuovo capitolo del Signore degli Anelli! Già è trapelato qualcosa sulla trama?
Ci sarà Gandalf?

«Ma che cazzo stai dic-

AH! Dici che ci infileranno i due maghi blu, Alatar e Pallando? Fichissimo!
Magari li possono fare gemelli! Uno negro e l’altro bionda con due zizze tante

-endo? Ma quali ma-

 e potrebbero far reincarnare Sauron in una discendente illegittima di Aragorn!
Interpretata da August Ames, che tiene due zizze tante!
Nata da un rapporto con un succube dalle sembianze di Liv Tyler,
però con due zizze tante!

Gandalf il Cristo

-ghiOOOH! Tira il freno a mano al testosterone e smettila di arrattusiare!»

Niente Oscuro Signore di Mordor?

«No. Non ci sarà. Lo sanno tutti che è stato assunto a tempo indeterminato all’ILVA.»

Davvero???

«No, coglione. Ma non hai letto UNA notizia negli ultimi tre anni? Roghi tossici? Sversamenti? Discariche abusive? Ecoballe a Taverna del Re

Taverna del Re? Dai, non prendermi in giro!
È fantasy!

«Non lo è, purtroppo sono questioni serie, disastri ambientali, ecomafie…»

Che palle.
Vado a guardarmi Tentation Island, se fai il caffè chiamami.

 …

Dicevo,

Ultimamente c’è stato il solito *incredibile* susseguirsi di cose che hanno preso fuoco:

  • Gli incendi boschivi in Campania, la più colpita tra le regioni.
    (Boschi di merda, che prendete fuoco come niente e fate fare una pessima figura ai campani!)
  • Gli incendi di capannoni a via Brin, pieni di qualsiasicosa.
    (Cinesi di merda, che date fuoco ai vostri giocattoli tossici per bambini pur di invaderci il mercato e renderci sterili!)
  • I peli sulle nocche delle mie mani.
    (Coinquilini di merda, che mi nascondete continuamente l’accendino buono e mi abbrucio quando preparo il caffè!)
  • Svariati incendi a Giugliano, tra le discariche ex Resit e altre zone periferiche.
    (Fuoco di merda, che ti accanisci contro una città solo per far sbariare il sindaco!)
  • Oltre che qualche esplosione di fabbriche di fuochi d’artificio, a Giugliano, ma anche nel barese, con 10 morti.
    (Materiale pirico di merda che esplodi a contatto con il fuoco!)

Roba che a pensare male, sicuramente è colpa di queste giuglianesi esplosive, che sotto tengono la furnacella semp’ ‘nfucat’ o del famoso calore delle genti meridionali.

Che schifo.
Questa battuta non farebbe ridere nemmeno il pubblico di Made in S-

MUWHAHAHAHHAHAHAHAHAHAAHAHHAHAAHAHAHAAHA!
Mi fai muoriiiiiiiiiire! Ma come faaaaai??? C’ho le lacrime agli occhi!

«Non stavi guardando quel reality pilotato, con i concorrenti riciclati da Uomini e Donne

Si, ma ci sono 32 minuti di pubblicità, così sono venuto ad infastidirti.
Posso restare?

«NO.»

Io invece resto e tu non puoi impedirmelo!

«Ah no?»

«Arma virumque cano, Troiae qui primus ab oris
Italiam, fato profugus, Laviniaque venit
litora, multum ille et terris iactatus et alto
vi superum saevae memorem Iunonis ob iram;
multa quoque et bello passus, dum conderet urbem,
inferretque deos Latio, genus unde Latinum,
Albanique patres, atque altae moenia Romae.»

Geococcyx californianus, nemesi di Wile E. Coyote nonché metafora di fuga ad altissima velocità.

Geococcyx californianus, nemesi di Wile E. Coyote nonché metafora di fuga ad altissima velocità.

 

 

 

 

 

 

 

 

DICEVO.

Tra notizie di roghi, incendi e nuove discariche abusive piene di vernici, solventi e ad altre amenità, m’è venuto un certo languorino di qualcosa di fresco e sano, così ho aperto il frigorifero e ho addentato un freschissimo pomodoro San Marzano, bello maturo, che a me quelli verdi non piacciono perché sono troppo croccanti, aciduli e un po’ plasticosi.
Tempo di masticarlo un po’ e suggerne i ricchi succhi che mi irrigano la barba (si, mi sono vaviato…) e vengo pervaso dalla bontà del suo sapore caratterit- no aspè! Il cazzo! Sa di acqua trola di fontefogna e ha il retrogusto, amarognolo e metallico, di un’alleccata di pila elettrica!

Tutto ciò mi riporta alla mente una petizione on-line a cui mi venne chiesto di aderire un paio di anni fa,  “proibire le colture alimentari sui terreni avvelenati dalla camorra“.

Ti sta squillando il telefono!

«Ah. Grazie.»

Un mio amico che cambia continuamente operatore.

Un mio amico che cambia continuamente operatore e pensiero.

OH SI! Continua a leggermi, non ti fermare!

Capace in cucina, passabile in corridoio, imbattibile sul divano.
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L’autoironia mi ha reso tripolare ed ora non distinguo più la realtà dalla realtà dalla realtà.
̶A̶h̶,̶ ̶h̶o̶ ̶i̶ ̶c̶a̶p̶e̶l̶l̶i̶ ̶c̶h̶e̶ ̶p̶i̶a̶c̶c̶i̶o̶n̶o̶.
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DIECI ragioni per le quali “pensiamo” in bagno.


Tempo di lettura: 8 minuti

Il corpo umano è una macchina meravigliosa ed affascinante,

bella da guardare, interessante da kanoscere e soddisfacente da paccheriare.

Sull’argomento ci ha fatto una serie di documentari Piero Angela nel 1990, prima dell’avvento del web,

l’ho letto su wikipedia.

Anche gli altri organismi viventi non sono da meno, alla fine è solo una questione di preferenze sessuali e chi sono io per giudicare l’amore?

L’importante è assicurarsi che l’oloturia che avete cercato di sedurre fosse consenziente o che per lo meno non vi abbiano visto e non ci fossero telecamere di videosorveglianza.

Tutto questo vale fino a che lo si studia sui libri.
Nell’istante in cui si chiude il Netter e dalle illustrazioni si passa a guardare davvero dentro i corpi, ci si rende conto che esiste anche il brutto, l’orrido e lo schifo.

Non in senso letterale, sguarrando orifizi e sfinteri per zoomarci con la telecamera e guardare meglio, come si farebbe dallo spioncino di una serratura dopo averci sparato una fucilata (cioè anche, c’è a chi piace, chi sono io per giudicare tali pratiche?), ma in senso figurato, immergendosi a fare snorkeling in quella palude stagnante che è la mente umana, capace di tradurre gli incubi in realtà, compiendo atti scellerati.

Il bagno è forse il luogo dove trascorriamo più tempo dopo il nostro letto. È anche il primo luogo dove ci rechiamo appena svegli, nel quale, per pochi istanti, continuiamo a vivere in bilico tra l’onirico eco dei sogni e degli incubi che stavamo facendo e la cruda realtà, che comincia a dare forma ai primi pensieri e alle prime riflessioni della giornata (se si escludono le bestemmie proferite al suono della sveglia).

È proprio per questo che, mentre ivi stiamo facendo quello che dobbiamo fare, cerchiamo di distrarci e mantenerci impegnati in vari modi:

Giocando con lo smartphone, scaccolandoci, leggiucchiando libri, fumetti, giornali, riviste, completando cruciverba o analizzando l’etichetta del nostro balsamo all’hennè e all’olio di nocciola.

In bagno l’orrore ci circonda in maniera più asfissiante e i pensieri ci assaltano con più vigore, quando siamo più vulnerabili, mentre noi cerchiamo di occupare la mente per sfuggire loro, fosse anche solo che per poche ore.

Ma questa non è una digressione sul valore intimistico ed antropologico della defecazione, state tranquilli.

È che ogni volta che mi sveglio e vado a drenare la mia vescica del suo contenuto color vogel 2, osservando il water, mi si ripropongono spesso gli stessi due interrogativi sull’anatomia e sul comportamento umano delle persone con cui vivo, senza che riesca a darvi risposte soddisfacenti.

Non mi riferisco ai quotidiani incidenti domestici, come delle banali gocce di urina sulla tavoletta del water, quelle non mi preoccupano, che tanto io c’ho il cazzo.

Sia chiaro, non è che mi piacciano, potrebbero anche pulirle quegli stronzi, ma se ci pensate, a meno che non viviate nel bagno di piazza Garibaldi (e a quel punto avreste ben altri problemi) o che un vostro coinquilino abbia un’infezione urinaria così violenta da fargli perdere essudati, sangue e pezzi di sé mentre si trascina a passo da zombie (e a quel punto avreste ben altri problemi), non è che siano particolarmente rischiose per la salute.

L’urina non è un mezzo ideale per la vita e la proliferazione batterica. Non dico che non sia possibile, ma pensate a tutto quello che avete intorno a voi…

Miceti, protisti e batteri in ogni dove, che escono dalle abitano sulle fottute pareti!

Queste sono Emiliania huxleyi, un coccolithoporo che vive nell'oceano e non nel tuo bagno. Ma non è detto...

Queste sono Emiliania huxleyi, una specie di coccolitoforo che vive negli oceani, non nel tuo bagno. Ma non è detto, se ti impegni e crei un ambiente salmastro nel bidet, forse puoi sperare…

Dalle fughe tra le piastrelle, al piatto dello doccia, passando per la rubinetteria. Sulle asciugamano con le quali vi nettate la faccia, sugli spazzolini che vi infilate in bocca, sulla carta igienica che toccate spasmodicamente con le vostre operose dita umidicce o nutellose.

Ogni volta che, dopo aver fatto quello che dovete fare, tirate lo scarico, create un micro anticiclone delle Azzorre che nebulizza e diffonde milioni di batteri fecali ed altre amenità nell’ambiente circostante.

  • È per questo che si consiglia di farlo con il coperchio del cesso abbassato.
  • È per questo che i dentisti consigliano di avere sempre il cappuccio sulla spazzolino, tenerlo lontano dal water e cambiarlo con una certa frequenza.
  • È per questo che gli ottici consigliano di non lasciare MAI le lenti a contatto in bagno e meno che mai i porta lentine aperti, sulla mensola del lavandino.

Eppure sono errori che continuiamo a commettere.

OH SI! Continua a leggermi, non ti fermare!

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Deontologia della barbarie, Umani Casi

La Vespa cinese che viene a rubarci lavoro e donne.


Tempo di lettura: 7 minuti

…e pure il lavoro delle nostre donne e le donne delle nostre donne! Maledetti cinesi!

Il 30 Maggio 2015 è uscito un pezzo ( ed è meglio non specificare di cosa) su un importantissimo sito di news che ogni persona sulla faccia della Terra dovrebbe avere tra i preferiti:

–> Chedonna.it <–

Titolava così: “Allarme calabroni Killer, sono arrivati in Europa, 6 morti in Francia.”

Calabroni-asiatici-giganti

Ma quale killer! Avete visto che cucciola? Se la prendete per la collottola sta buona buona come i gattini! Provare per credere!

Evitando di darvi il link per principio, vi comunico che è scritto con i piedi, probabilmente da uno sventurato affetto da ectrodattilia, già pigro di suo però, poiché è un rattoppo fatto con spago e sputo composto da brandelli di wikipedia e frammenti ed immagini presi da articoli di altri siti di news, anch’essi dall’altissimo profilo, ovviamente.

Loro o quelli da cui hanno “preso spunto”, son riusciti a sbagliare anche il copia-incolla, selezionando male il testo da copiare, ed ecco che “Vespa mandarinia” diventa “Vespa mandarini” perché è saltata la “a”.

Questi dannati ritmi frenetici del mondo del lavoro di oggi, quanti errori di distrazione ti fan fare! Ah ma è tutta colpa del governo!

Grazie alla magia dell’Internet (sempre sia lodato), l’articolo ha cominciato a rimbalzare sui social solo ieri sera, 1 Giugno, dopo la tornata elettorale delle regionali che ha visto succedere tante cose, tra le quali il fatto che la Lega Nord è diventata il primo partito di centro destra.

Certo, considerando che i dati sono solo su 7 regioni, ma inutile fare i pignoli.

È Chiaro che la strategia di marketing invasivo anti-invasione e xenofobo di Matteo Salvini (il quale ha sfiorato l’ubiquità per riuscire ad emettere oscenità, contemporaneamente, sia in Radio, che in TV, che sui Social) ha pagato e, ad oggi, grazie a lui, tante persone prima ignorate, schifate, additate come fasciste o che votavano Berlusconi, possono uscire finalmente allo scoperto e senza più vergogna di nascondere la loro disabilità cognitiva ed ignoranza galoppante, anzi, ormai possono farne un vanto personale, andandone italianamente e virilmente fieri, come dimostra il livello dei commenti al suddetto articolo, di cui vi riporto una selezione fatta in base ai miei gusti personali, purtroppo per nulla esaustiva:

OH SI! Continua a leggermi, non ti fermare!

Capace in cucina, passabile in corridoio, imbattibile sul divano.
Accompagnatore indefesso, paziente ascoltatore, oratore discreto e supereroe nella norma.
L’autoironia mi ha reso tripolare ed ora non distinguo più la realtà dalla realtà dalla realtà.
̶A̶h̶,̶ ̶h̶o̶ ̶i̶ ̶c̶a̶p̶e̶l̶l̶i̶ ̶c̶h̶e̶ ̶p̶i̶a̶c̶c̶i̶o̶n̶o̶.
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