Vedo Cose - Mi faccio di Gente

Tommaso


Tempo di lettura: 9 minuti

Kim Rossi Stuart.
Jason Bradford Priestley.

Questi nomi vi dicono niente?

Per me sono stati un incubo. I semi di traumi tutt’oggi rigogliosi.

Jason Priestley - Brandon Walsh

“Negli anni ’90 chiavavo solo io!”

Jason Priestley fu “Brandon Walsh” in quel cancro su pellicola chiamato “Beverly Hills 90210” regalatoci dal buon Darren Starr.

Fu il primo vero teen drama, padre prolifico genere che poi ci deliziò con Dawson’s Creek” e continua tutt’ora a sorprenderci con tante leccornie.

Un giorno il karma te la farà pagare, Starr.

Appassionato di corse d’auto e pilota, anni fa si distrusse la faccia e rischiò la paralisi in seguito ad un grave incidente.

Purtroppo è stato ricostruito ed oggi è un attore e regista senza infamia e senza lode.

Kim Rossi Stuart

“Ahah! Io chiavavo più di te e sapevo fare pure il Colpo del Drago!”

Kim Rossi Stuart invece è diventato famoso con “Il ragazzo dal Kimono d’oro”, un pietoso plagio italiano di “Karate Kid”.

Negli anni ha interpretato ruoli discretamente importanti, come quello de “Il Freddo” in “Romanzo Criminale”, o l’omonimo criminale pluriergastolano in “Vallanzasca – Gli angeli del male”. 

È anche stato un Gesù Cristo che vatte un vecchiariello-Satana (grandissimo momento di televisione).

Ma tanto, molte di voi lo ricorderanno umidamente solo per aver interpretato il principe Romualdo, in “Fantaghirò”.

 

4-romualdo

Che fa pure molto “Jon Snow”, non trovate?

Pure lui è attore e regista, ha due cognomi e si è sfracellato,
ma con la moto.
Hanno anche altre cose in comune, come l’essere papà, avere il cazzo ed essere nati entrambi nel ’69.

Il punto però non è questo.

Beverly Hills 90210 e Il ragazzo del Kimono d’oro sono state le prime cacate che ho visto con mia sorella.

OH SI! Continua a leggermi, non ti fermare!

Capace in cucina, passabile in corridoio, imbattibile sul divano.
Accompagnatore indefesso, paziente ascoltatore, oratore discreto e supereroe nella norma.
L’autoironia mi ha reso tripolare ed ora non distinguo più la realtà dalla realtà dalla realtà.
̶A̶h̶,̶ ̶h̶o̶ ̶i̶ ̶c̶a̶p̶e̶l̶l̶i̶ ̶c̶h̶e̶ ̶p̶i̶a̶c̶c̶i̶o̶n̶o̶.
Faccio il disadattato part-time, ma nel tempo libero mi dedico al volontariato e cerco di aiutare la mia depressione.
Standard
Vedo Cose - Mi faccio di Gente

Nausicaä della Valle e l’Infierno.


Tempo di lettura: 9 minuti

La Valle dell’Inferno

è uno dei luoghi più suggestivi del Matese.
Impervia e selvatica, con gole e canyon, è un brulicare di fauna e flora, dove ancora nidifica stabilmente una coppia di Aquila chrysaetos (aquile reali).

Foto di Simon "Wildfox" Ciliberti (grazie!)

Foto di Simon “Wildfox” Ciliberti (grazie!)

Nel caso decideste di farci n’escursione, vedete di non cacar loro il cazzo, che deveno da scopà.

Non so esattamente perché abbia questo nome, alcuni sostengono dipenda dalle tante piante di aglio selvatico che la fanno fetare di zolfo, mio padre invece sosteneva che, essendo tutta gole e costoni, il viento sosciante generasse strani ed inquietanti suoni, che le genti locali attribuivano al Diavulu.

Preferisco la spiegazione del Babbo.

* * *

Giorni fa ho rivisto Nausicaä, al cinema.

No, non quella della Valle Caudina (peccarità, bellina pure lei, ma barely legal!),
quella della Valle del Vento, classe ’84.

Erano dieci anni che non la vedevo e, trovandomela di faccia, quasi trasalivo.

Carina lo è sempre stata, ma s’è fatta proprio femmena! Dura come un delfino! Ha fatto doje cosce longhe che ci vo’ u telpass e le sono anche fiorite due zizze, che meno male che m’ero già seduto.

Sarà il cibo sano, l’aria pura, l’acqua su Marte, la pillola anticoncezionale (certe volte lo fa…) o forse aveva le tette gonfie per le mestruazioni, in tutti i modi, BENERICA NAUSI’!!!

Avrei dovuto chiamarti in questi anni, mannaggia Jessica Rizzo…

La Valle del Vento è un posto dove abita bucolicamente della gente. Si chiama così perché ci soscia sempre il viento. Ma non tanto per dire, proprio sempre!
Appena smette di sosciare – nel film – tutti si appaurano, addirittura tre bimbe lamentano dolore alle recchie, perché non hanno mai “sentito” il silenzio, senza fruscio di fondo.

Ovviamente è pieno di mulini a vento, l’ambientazione invece è uno steampunk agricolo ed usano armi e utensili di ceramica.

Non fate quella faccia, avete mai provato qualcosa di ceramica, a parte il cesso?

Io ce li ho i coltelli di ceramica e, se all’inizio li usavo con disinvoltura, adesso li tratto con riverenza, perché sono estremamente taglienti e una volta, affettando delle melanzane, mi sono accorciato l’indice di ben 3mm, accorgendomene solo quando ho iniziato a sentirmelo bagnato mentre le melanzane si tingevano di rosso.
Statv’ accort.

Personaggi.

#Tre simpatici partigiani, che, con nonchalance, assaltano un carrarmato con il solo ausilio di bombe-carta e bastoni.

viecchi

Noi li sfottiamo i viecchiemmerda, invece dovremmo ricordarci che sono tuttalpiù incontinenti,
non incompetenti.

È gente che se l’è vista coi King Tiger, mica con le 500 Pop/Sport/Lounge/Turbo.
Nonostante l’artrite e l’arteriosclerosi, a bocce e a tressette, ancora spaccano i culi.

#Il Sommo Yupa, un’avventuriero che gira il mondo in cerca di un perché, ma tutte le femmine dei villaggi gli vogliono bene e gli chiedono di battezzare i criaturi.
Questo peculiare comportamento, unito ai suoi occhioni, lascia intendere che girando di villaggio in villaggio, non si addorme mai a pesce pulito.

Se fai il guaio, poi te lo devi crescere.

Se fai il guaio, poi te lo devi crescere.

Yupa c’ha un barbaffo hipster che il nonno di Heidi sembra ‘nu criaturo di 10 anni e sfoggia pure ‘na cresta castana che nemmanco El Shaarawy, mostrandoci tutto il suo punkesimo bicolore. La riprova di quanto sia avanti Miyazaki, che trent’anni fa già sapeva i tagli di capelli che si sarebbero portati.

 

 

Yupa, con una zoccola imperiale morta in testa.

Yupa, con una zoccola imperiale morta in testa.

#La principessa Kushana invece si è guadagnata il mio rispetto e il titolo di “Vergine di Ferro”, perché inizialmente è bardata in quella che sembra un’armatura, poi, mentre è ammanettata in prigionia, si stacca quello che si pensava fosse un guanto e scopriamo che è invece una protesi, come tutto il braccio ed entrambe le gambe.

Kushana

Ella poi aggiunge, maliziosamente (nel primo doppiaggio no, perché nell’87 in Italia certe cose non si potevano dire):

«Chiunque diventerà mio sposo, vedrà cose ben peggiori.»

Insomma, c’ha la fessa d’oro, non nel senso che non la smolla, nel senso che se non ti porti il cuoppo dell’olio dietro quando vai a fare le cosacce con lei, è cazz che sul più bello fa *CLANG* e grippa. A quel punto l’unica è provare a pulire la candela e soffiare due volte nel cycler, che forse riparte.

#Teto è uno scoiattolo-volpe, tenera mascotte del film e – credo – primo esempio di pokemon della storia dell’animazione.

Teto

Teto, dopo aver cacato sui muri.

#Su Nausicaä già abbiamo arrattusiato, quindi parliamo del suo outfitte:

Nausicaä

  • Vestarella a manica lunga con collo a pistagna.
  • Guanti e cappello da aviatore, con maschera antigas.
  • Cinturone con marsupio.
  • Ingannevoli leggings color carne.
  • Gambali portoghesi, rigorosamente in pendant con il resto.
  • Daga e fucile.
  • Ricchini rossi a goccia.

Sulla carta sembrerebbe aver svuotato un mercatino scegliendo le cose più trappane, ma nella pratica fa la sua porca figura, a dimostrazione del fatto che l’eleganza non dipende solo da cosa indossi, ma anche da come la indossi.

Da notare i taschini modificati in cartucciere, in modo da avere sempre comodamente a portata di zizza ben sei proiettili.

Come a dire:
«Sono dolce e gentile, ma sparo».

Sicuramente più incisivo delle stupide maglie:
«Stasera faccio la brava».

È una donna di un certo calibro.
(Questa è triste e banale, ma se non vi faccio saggiare LO limone di tanto in tanto, finisce che non mi apprezzate più IL zucchero.)

Abbuo’, mi so sfastiriato di parlare di outfit, torniamo alle cose serie:

La scena nella quale, su un aereo in fiamme che precipita, fa riparare lo scoiattolo tra le sue tette.

«Teto! Nasconditi qui!» «Sore', mi ci facc' a tana!»

«Teto! Nasconditi qui!»

In quel momento la mia invidia  è stata cosi grande e ringhiante, che da dietro hanno urlato «Shhhhhhh! Silenziooo!» ed ho dovuto tirarle un ceffone, sempre figure di merda mi fa fare.

Non parlare come se non ci fossi, ti ho già chiesto scusa…

Scusa un corno! La prossima volta resti a casa, scostumata!

Nausicaä è una pacifista, messianica, ecologista e dolce ragazza, ma sa anche sparare, tirare di scherma e fare i bucchini guidare aerei, anche con uno scoiattolo tra le tette e, alcune di queste cose, anche senza mani.

È Gesù Cristo con le tette, Ghandi con le ovaie, Zorro con gli occhi belli.
Anzi, è meglio di tutti e tre.

Le piacciono gli artropodi, quindi non ti sveglierà mai in piena notte perché c’è un ragno nel bidet e suppongo che sappia anche aprirsi i barattoli da sola.

Come non amarla una ragazza così?

Nella Valle del Vento inoltre, la colata gel non sanno proprio cosa sia e le ragazze non lavorano nei weekend come cameriere per comprarsi 30ml di Black Opium, desensibilizzandoti poi l’olfatto, quando hai la sfortuna di beccarle sottovento, appena uscite di casa.

Vabbe’, ma il profumo è quella nota in più per distinguersi!

Vestendosi tutte con gli stessi panni di Zara e Promod?
Cospargendosi abbondantemente tutte con lo stesso profumo?

Così non solo non le distinguo, ma la mia priorità diventa scappare a casa per sciacquarmi le narici col bicarbonato nel tentativo di salvare il mio olfatto.

È anche stupido! Metti che so’ fidanzato co’ una e mi tengo a n’altra: se c’hanno lo stesso profumo, mi posso impruscinare quanto voglio co’ la concubina, che l’altra quando vuoi che mi sgami…

Ma di che stavamo palrando? Ah si! Quasi dimenticavo: Nausicaä adora i grossi uccelli neri!

*

*

*

Sono Kai e Kui, una coppia di uccellacci neri usati come cavalcature, che vi pensate? Shhhcostumati!

Kai e Kui, una coppia di uccellacci neri usati come cavalcature, che vi pensavate? Shhhcostumati!

Lato Tecnico-Artistico.

Lo studio Ghibli, insieme al compianto Satoshi Kon (qualcuno ha detto Paprika?) e a pochi altri, riesce a far vedere i colori ai daltonici.
Devo aggiungere altro?

OH SI! Continua a leggermi, non ti fermare!

Capace in cucina, passabile in corridoio, imbattibile sul divano.
Accompagnatore indefesso, paziente ascoltatore, oratore discreto e supereroe nella norma.
L’autoironia mi ha reso tripolare ed ora non distinguo più la realtà dalla realtà dalla realtà.
̶A̶h̶,̶ ̶h̶o̶ ̶i̶ ̶c̶a̶p̶e̶l̶l̶i̶ ̶c̶h̶e̶ ̶p̶i̶a̶c̶c̶i̶o̶n̶o̶.
Faccio il disadattato part-time, ma nel tempo libero mi dedico al volontariato e cerco di aiutare la mia depressione.
Standard
Esizialesimo, Vedo Cose - Mi faccio di Gente

Welcome.


Tempo di lettura: 8 minuti

Anni fa, tornando da una di quelle serate esiziali in cui non avevo bevuto abbastanza birra per potermi spegnere nel letto, ma comunque troppa da permettermi il lusso di lasciare il cervello acceso e libero di soffermarsi sempre sulle solite fratture, cercai distrazione e rimbambimento nel tubo catodico.

Non lo faccio spesso, ma guardare la tv di notte, in stati vagamente alterati di coscienza, è un gesto di cui ho mantenuto viva la tradizione con una certa costanza.

Di giorno servirebbero gli antidolorifici.

Fosse stato ancora il 2000, prima del digitale terrestre, mi sarei probabilmente fermato su un canale regionale (“Tele Akery”, già “Tele Acerra”, sempre nel cuore!), avrei trovato Maya Gold, direttamente dalle scuderie del Diva Futura Channel del compianto Schicchi, e la mia nottata sarebbe finita con un rinfrescante bidet col chilly mentolato.

(A dirla tutta, era più la trasgressione di guardare un live show per adulti che altro, perché a parte qualche capezzolo, fondo schiena e sguardi ammiccanti, non c’era niente che oggi non si trovi in tutte le fasce orarie, pure al supermercato. Per fortuna.)

maya gold

Ho cercato una foto di Maya Gold su google immagini e, quando il mio occhio lì in mezzo ci ha visto pure Madre Teresa, sono caduto in un buco nero urlando: «Ma Perchééé???»

Invece trovai un film.

Ne ho visti parecchi in situazioni del genere, sia classici che pellicole meno conosciute. Ogni volta mi sono chiesto che li comprino a fare i diritti se devono trasmetterli alle tre di notte, mentre durante il giorno son tutte vite in diretta, genti che cucinano e carlocontame vario, tra quiz, spettacoli, concerti e cuolli di cazzo per la beneficenza al 4888.

Solo per citare qualche felice scoperta:

  • The Jacket, thriller psicologico con una Keira Knightley non ancora secca come a ‘na ietteca.
  • Waking Life, un trip assurdo in rotoscope. Eccone un pezzo:

     

  • Il velo dipinto, film drammatico sul rapporto di coppia, incorniciato in una Shangai anni venti straziata dal colera, con Naomi Watts ed Edward Norton.
  • Gridlock’d, commedia drammatica, con Tim Roth e la buonanima di Tupac, che tocca ironicamente temi pesanti (tossicodipendenza, razzismo, aids, burocrazia e incongruenze del sistema sanitario statunitense).
  • L’adattamento per tv di Cuore di Tenebra di Conrad, con Tim Roth e John Malkovich. Deludente in verità, ma Malkovich come Kurtz merita:
    «Ti avverto, se continuerai a guardare il mondo attraverso le opinioni degli altri, tutto quello che troverai dentro di te saranno solo le opinioni degli altri. Pensa con le tue viscere oltre che con il tuo cervello.»
  • Snack Bar Budapest, stranissimo dramma noir di Tinto Brass, con Giancarlo Giannini, Carlo Monni e un giovane Giorgio Tirabassi, nel ruolo di “Er Papera”.

* * *

Il film che beccai quella volta fu Welcome.

Continua la lettura…

Capace in cucina, passabile in corridoio, imbattibile sul divano.
Accompagnatore indefesso, paziente ascoltatore, oratore discreto e supereroe nella norma.
L’autoironia mi ha reso tripolare ed ora non distinguo più la realtà dalla realtà dalla realtà.
̶A̶h̶,̶ ̶h̶o̶ ̶i̶ ̶c̶a̶p̶e̶l̶l̶i̶ ̶c̶h̶e̶ ̶p̶i̶a̶c̶c̶i̶o̶n̶o̶.
Faccio il disadattato part-time, ma nel tempo libero mi dedico al volontariato e cerco di aiutare la mia depressione.
Standard
Deontologia della barbarie, Vedo Cose - Mi faccio di Gente

Lunachòc: Moscow Mule, amore, guerra e cinema di menare.


Tempo di lettura: 6 minuti

Tendo pregiudizialmente a tenermi alla larga dai film che vincono gli Oscar.
La vita è troppo breve per perdere tempo dietro alle cose intelligenti e cool,
soprattutto quando ci sono così tanti film con i dinosauri ancora da vedere.
–Stanlio Kubrick, i400calci – Rivista di cinema da combattimento, 8 agosto 2012

 

Ho un grosso problema.

Uno solo? Dai, non facciamo i modesti!

O meglio ne ho tanti,  però oggi voglio parlare di questo.

….

E magari pure di qualche altra cosa, poi vedo, mai stato capace a priori di decidere le cose che scrivo.

Flusso di coscienza direbbe Joyce. Ma io non sono James Joyce,

Bel cappottino, lo fanno anche da uomo?

Bel cappottino, lo fanno anche da uomo?

anche se mi farebbe piacere. Ma se sul ring con me si misurasse chissà quante ne pigliasse…

Ma io non sono neanche Jake la Motta. Anche se mi farebbe piacere. Ma chissà se sul ring… ah no aspè. Pugile.

Gente a cui non tenteresti mai di scippare la pensione.

Gente a cui non tenteresti mai di scippare la pensione.

Chiatto e vecchio, ma pur sempre pugile.

Forse ancora ancora De Niro. Ma non sono sicuro.

Che è, povero stro'zz dici a me, eh?

Che c’è, povero stro’zz dici a me, eh?

No, Ferruccio Amendola, dicevo al vecchietto a cui prestavi la voce. Tu torna in paradiso ad insegnare agli angeli il connubio tra Dixan e Vernel.

 

Comunque.

Visto che si parla di cinema…

C’è un problema.

Uno solo?

Shhhh. Mi fai perdere il filo.

OH SI! Continua a leggermi, non ti fermare!

Nell’affresco sono una delle figure di sfondo.
Talvolta scrivo stronzate. Le altre volte non scrivo affatto.
Nel tempo libero faccio la napoletana a coppe nei tornei di tressette.
ll resto del tempo sono un Dostoevskij turbosexy dai capezzoli roventi.
Standard
Vedo Cose - Mi faccio di Gente

“A me piaceva la mafia di una volta”: Belluscone, una storia siciliana.


Tempo di lettura: 3 minuti

Io penso che a un certo punto, in quest’Italia che ha svoltato non interessa più nulla a nessuno di tutte le vecchie storie[…].

Questa nuova Italia più bella, più sicura, più abile va oltre questi fantasmi, questi freaks che di notte tengono compagnia soltanto a te e senza i quali tu ti senti perduto.

Ed è per questo, io credo, che tu non finisci i tuoi film…per non restare solo.

(Tatti Sanguineti).

belluscone

Ci sono le luminarie, le facce, i mostri, Dell’Utri su un trono. C’è tutto, insomma.

Belluscone, putroppo o per fortuna, non è un film su Berlusconi. Berlusconi c’è, ma è una presenza melliflua, impalpabile, con filmati di repertorio che scandiscono i decenni, da Milano 2 alla nascita della televisione commerciale, alla “discesa in campo più famosa d’Italia”. Come uno spirito serpeggia nelle interviste tra gli spettatori delle feste di piazza nel quartiere Brancaccio di Palermo, il quartiere siciliano berlusconiano per eccellenza e spiacevolmente famoso anche per questioni legate a Cosa Nostra.

E sul legame a doppio filo tra queste due peculiarità del quartiere Maresco gioca la sua narrazione, chiedendosi se, “come dicono i maligni” le due cose siano collegate.

Ma questo è solo l’involucro che avvolge qualcosa di assai diverso.  Il film si spinge nei vicoli e in quel sottobosco urbano pieno di personaggi terribili e meravigliosi allo stesso tempo, che tanto abbiamo amato ai tempi di CinicoTV e de “I migliori nani della nostra vita”. Quei personaggi al limite del paradossale e del surreale, che però sappiamo essere in qualche modo veri, più veri del reale.

Facciamo la conoscenza di Ciccio Mira, ex-barbiere, ex-cantante, impresario di cantanti neomelodici invischiato e ammanicato (dicono i maligni) con ambienti della malavita organizzata e di due cantanti neomelodici di cui è agente, Erik, smilzo, scontroso e berlusconiano fino al midollo e Vittorio Ricciardi, ercolanese trapiantato a Palermo, solare, con tatuaggi e pacco in bella mostra, idolo delle ragazzine dei quartieri popolari.

Vittorio Ricciardi, secondo voi c'è bisogno di un'ulteriore descrizione?

Solange con tatuaggi Vittorio Ricciardi, secondo voi c’è bisogno di un’ulteriore descrizione?

Dopo i primi 10 minuti il film si trasforma da ciò che poteva sembrare un documentario in qualcosa completamente diverso.

OH SI! Continua a leggermi, non ti fermare!

Nell’affresco sono una delle figure di sfondo.
Talvolta scrivo stronzate. Le altre volte non scrivo affatto.
Nel tempo libero faccio la napoletana a coppe nei tornei di tressette.
ll resto del tempo sono un Dostoevskij turbosexy dai capezzoli roventi.
Standard
Deontologia della barbarie, Vedo Cose - Mi faccio di Gente

DIECI motivi per NON parlare di 50 sfumature di grigio (però parlandone).


Tempo di lettura: 6 minuti

Potevo non parlarne?

Si.

Ma sarei stata una persona per bene…

«Signori, qui siamo tutti gente perbene!»

«Signori, qui siamo tutti gente perbene!»

6,66 secondi dopo…

 

«T'aggia accire!!!» «Te mett o pesc' 'mmoc!» «E je tu chiav 'ncul a chella puttan e mammt'!»

«T’aggia accire!!!»
«Te mett o pesc’ ‘mmoc!»
«E je o chiav ‘ncul a chella puttan e mammt’!»

 

Probabilmente avrei dovuto evitare, lasciare che la cosa si sgonfiasse il più velocemente possibile, senza aggiungere le mie infinitesime gocce di benzina sul fuoco, ma voglio essere onesto con voi:

Sono un debole.

La voglio pure io quella secchiata di visualizzazioni in più e voglio anche liberarmi di un po’ di bile, quindi parlerò di “50 sfumature di grigio” ma sarò costruttivo, proponendovi alternative interessanti e motivazioni valide per svariati credi religiosi ed etnie del regno animale e vegetale.

(Ovviamente mi riferisco al film, che mo’ veramente parlo di liBBri! C’ho il tempo di mettermi pure a legge i liBBri Io! Con un’invasione in atto, i ROM da sgomberare, le Radici dell’ItaGlia da difendere, la Fornero, la crisi causata dall’euro e dall’UE, #IO mi mettevo a leggere veramente i liBBri! Ma andate a lavürar a Casaaa!!! #telelavoro #Salvì)

PRIMO MOTIVO

Perché ha rotto il cazzo.

SECONDO MOTIVO

Perché non ci rende automaticamente più trasgressivi, desiderati e monelli. Io sono anni che tengo questa roba sul comodino, ma non è cambiato granché. Forse mi manca l’elicottero…

What else?

What else?

TERZO MOTIVO

Perché, usando le parole di Amlo, il film è sicuramente parte di una trilogia ed io ho solo due palle.

QUARTO MOTIVO

Perché ci hanno mentito e truffato, non solo il film è a colori, ma:

In diagnostica per immagini, si ha una sensibilità su scala monocromatica di  65,534 sfumature di grigio (più il bianco e il nero).

OH SI! Continua a leggermi, non ti fermare!

Capace in cucina, passabile in corridoio, imbattibile sul divano.
Accompagnatore indefesso, paziente ascoltatore, oratore discreto e supereroe nella norma.
L’autoironia mi ha reso tripolare ed ora non distinguo più la realtà dalla realtà dalla realtà.
̶A̶h̶,̶ ̶h̶o̶ ̶i̶ ̶c̶a̶p̶e̶l̶l̶i̶ ̶c̶h̶e̶ ̶p̶i̶a̶c̶c̶i̶o̶n̶o̶.
Faccio il disadattato part-time, ma nel tempo libero mi dedico al volontariato e cerco di aiutare la mia depressione.
Standard