Deontologia della barbarie

Come sconfiggere l’ansia vagando in un’astronave.

Ho fatto un sogno strano stanotte.

Una volta tanto non venivo torturato a sangue da qualcuno convinto mi scopassi la sua ragazza.

Oddio nei sogni di solito me le scopo per davvero. Ma mi beccano sempre. E incazzati come le belve mi prendono, mi legano, mi incatenano a dei dischi di Norimberga e cominciano a sezionarmi, tipo qualche volta mi tagliano il cazzo (che in fondo ha senso), le palle (pure questo), le mani o direttamente le braccia (questo pure), la lingua (eh si, questo ha molto senso), i piedi (no, questo per qualcuno potrebbe avere senso, però per me non tanto), a volte mi hanno dato fuoco…una volta mi hanno riempito di benzina le spalle (analisti freudiani, che ne pensate?) e spesso mi cavano i bulbi oculari con un cucchiaio facendomi gridare così tant-

 

Va bè ho reso l’idea.

Torniamo a noi.

Ho fatto questo sogno, dicevamo. Ero in un corridoio stretto e senza luce, claustrofobico, che ricordava molto i corridoi della nave Nostromo in Alien

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Una cosa così, insomma

Io vi vagavo, spaventato, senza sapere dove andare, pieno di ansie, paure, frustrazioni. Il cuore batteva come la cassa di una serata frenchcore (e forse c’era anche del frenchcore in sottofondo, ma non ci metterei la mano sul fuoco).

Come fu, come non fu, nella mia marcia del terrore mi imbatto in qualcosa di assurdo.

Questo?

Questo?

 

 

 

NO.

Anche se mi sarebbe piaciuto.

 

 

 

 

Questo, allora?

Questo, allora?

 

 

 

 

NEANCHE.

Per fortuna.

Mi sono trovato davanti un display touchscreen.

OH SI! Continua a leggermi, non ti fermare!

Nell’affresco sono una delle figure di sfondo.
Talvolta scrivo stronzate. Le altre volte non scrivo affatto.
Nel tempo libero faccio la napoletana a coppe nei tornei di tressette.
ll resto del tempo sono un Dostoevskij turbosexy dai capezzoli roventi.

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