Deontologia della barbarie

Yoni: Birra alla vagina.


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State calm-

 

Alexandra Brandilova

Bottled Instinct: Sour ale vaginal beer.

CALMI!

Evitiamo battutine e commenti cretini.

Quella del deodorante per fica al gusto di arancia la sappiamo tutti, dalle elementari.

Quella sulla mela al sapore di figa è repertorio di Silvio Berlusconi.

Lo yogurt con lo sperma non si può fare. Quello equosolidale-fattincasa-a Km zero al gusto “Ananas e Noci” non è yogurt, ma dove c’è gusto non c’è perdenza.
Io non vi giudico.

In compenso, la realtà – con scioltezza – piscia in mano alla fantasia e ci rovina battute e chiacchiere da bar:

  • Il Viagra bloccherebbe la trasmissione della malaria.
    Ironicamente, il Plasmodium falciparum punta sulla barzottaggine deformabilità dei globuli rossi infetti per la sua diffusione, ma il Viagra li fa intostare – non è una battuta! – e, una volta irrigiditi, verrebbero filtrati dalla milza senza finire in bocca alla nostra cara zanzara Anopheles, suo vettore.

Questo ci insegna che, nel formulare una cazzata dobbiamo stare attenti, perché essa potrebbe rivelarsi vera!

D’altronde, copioso fu il riso suscitato dall’affermare che la Terra non fosse piatta, forse anche più di quello di coloro a cui dico, scherzando, di tenermi la mamma.

Basta coglionerie però!

Siamo caldissimi di amministrative, quindi volgarità, cretinaggine e banalità lasciamole a loro, che stanno scarsi:

 

 

Uno dei tre è un falso. Si, ma quale?

Uno dei tre è un falso. Si, ma quale?

 

Qui solo cose serissime: BIRRA GUSTO FICA!

 

 

Bottled Instinct sarebbe una sour ale al gusto della (notevole) vagina di Alexandra BrendlovaGli ideatori e promotori delle campagna di crowdfunding – The Order of Yoni – al netto di qualche iperbole e sineddoche nel definire questa birra “quintessenza della femminilità”, quando al massimo avrà una nota acidula riconducibile al sapore della fessa della Brendlova (o ad altre decine di alimenti), hanno adottato uno stile di comunicazione accattivante, malizioso e decisamente bucchiniello.

Nome orientaleggiante, leva sulla curiosità e sulla vasta tradizione brassicola ed un sempreverde bestseller: la fessa.

#Il nome: Yoni.

“Yoni” in sanscrito indica i genitali femminili, sia anatomicamente che simbolicamente, come rappresentazione della Madre Celeste, Shakti. Il corrispettivo maschile è Lingam. Sono rappresentati così:

OH SI! Continua a leggermi, non ti fermare!

Capace in cucina, passabile in corridoio, imbattibile sul divano.
Accompagnatore indefesso, paziente ascoltatore, oratore discreto e supereroe nella norma.
L’autoironia mi ha reso tripolare ed ora non distinguo più la realtà dalla realtà dalla realtà.
̶A̶h̶,̶ ̶h̶o̶ ̶i̶ ̶c̶a̶p̶e̶l̶l̶i̶ ̶c̶h̶e̶ ̶p̶i̶a̶c̶c̶i̶o̶n̶o̶.
Faccio il disadattato part-time, ma nel tempo libero mi dedico al volontariato e cerco di aiutare la mia depressione.
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Esizialesimo, Umani Casi

Anna Karenina muore per dispetto.


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Mi togli una curiosità? C’è una caratteristica della vagina che è l’equivalente stereotipico del cazzo grande? Voglio dire, c’è qualcosa, nell’universo maschile, che viene considerato un selling point riguardo la fessa?

Mi chiede Irma tra uno stiracchiamento felino e un altro, mentre io mi pulisco il cazzo sulle tende del salotto (che bella cosa non avere un editor, né un qualsivoglia senso comune della decenza). Di tanto in tanto, il suo accento francese mi fa pensare di star scopando con l’ispettore Clouseau. Quello o i baffetti alla Dalì.

Non saprei, Irma, non ci ho mai pensato, credo che l’ideale stereotipico sia una fica stretta, ma non ho mai avuto un riscontro soggettivo dell’importanza o meno di questo fattore.

Come mai?

 

Ho perso la verginità stamattina.

 

Vaffanculò.

 

È molto bella, Irma, di quel bello che quasi ti acceca. Le sue cosce bianche stonavano tremendamente sulle coperte militari della Caritas, che mi ostinavo a definire Arredamento Situazionista” ma che poteva essere facilmente tradotto in “non ho gusto, non ho soldi, mi litigo i panni usati con gli zingari però mi do’ una parvenza di contegno utilizzando termini mutuati da tesi di laurea di studenti dell’Accademia delle Belle Arti che correggo per non dover fare l’elemosina per pagarmi da bere”.

Ma Arredamento Situazionista” è indubbiamente più facile e veloce da scrivere e fa decisamente più bella figura sul curriculum.

Stonavano anche sulle tette nere e flaccide da indigena Tawhorii che immaginavo per ritardare l’eiaculazione.

Un fatto così.

Un fatto così.

Non che io sia razzista, beninteso, ma per chissà quale oscura associazione neurale, quelle tette flaccide mi fanno pensare ad Indro Montanelli e a quella storia della dodicenne abissina che aveva comprato a 500 lire, per scoparsela ogni 15 giorni, tra uno sterminio di massa di libici e un “eia eia alalà”.

Come dite, mie piccoli amici? Perché allora non penso direttamente ad Indro Montanelli?

Mi si smoscerebbe all’istante, figliuoli cari. Poi, del resto sono così, adoro complicarmi la vita.

 

 

Sempre.

 

 

 

Pure quella volta che chiavo.

 

 

Ma torniamo ad Irma.

OH SI! Continua a leggermi, non ti fermare!

Nell’affresco sono una delle figure di sfondo.
Talvolta scrivo stronzate. Le altre volte non scrivo affatto.
Nel tempo libero faccio la napoletana a coppe nei tornei di tressette.
ll resto del tempo sono un Dostoevskij turbosexy dai capezzoli roventi.
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Deontologia della barbarie

Nato sotto il segno del Gabbiano.


Tempo di lettura: 9 minuti

* Non troverete bestemmie o offese al papa, mi dispiace per chi ci teneva, ma dovrò pure sorprendervi con colpi di scena ed effetti speciali, no? Forse riesco anche a non dire maleparole *

«Gli occhi non mentono mai»

«Gli occhi non mentono mai»

Domani, Sabato 21 Marzo, Sir Francis Jorge Mario da Silva Bergoglio, il Papa buono e caro ma però se m’incazzo, quello che potrei continuare su questa linea citando decine di definizioni ma non lo faccio (e le più belle resterebbero comunque quelle dei Paguri su Don Zauker), insomma lui, verrà in visita a Napulè.

Non starò a perdermi nelle solite sterili e noiose polemiche sul perché e sul percome, quelle lasciamole ad altri.

Parliamo di cose serie.

Gli hanno fatto un programma semplice, ma efficace:

Arrivo in elicottero a Scampia, messa a piazza del Plebiscito, pranzo a Poggioreale, visita a San Gennaro, caffettino a piazza del Gesù Nuovo, aperitivo con giovani e famiglie sul lungomare e ripartenza entro sera, in modo da cenare a casa.

Plebiscito

Piazza Plebiscito a Napulè.

Visto che è entusiasta di venire a Napoli per le somiglianze con Buenos Aires, mi avrebbe fatto piacere rimanesse per la prima serata, in modo da vedere la vitale comunità di escort e transessuali argentine sul Rettifilo e a via Marina, sentendosi così ancora più a casa.

Però lo capisco, i fedeli da piazza, quelli che vogliono a tutti i costi un pezzo di papa da portare a casa, ti prosciugano le energie. Magari vedrà comunque qualcosa andando via, dal finestrino dell’elicottero, che il sabato attaccano a lavorare prima, in genere.

Credo che toccherà, tediandomi un poco, i soliti argomenti, usando la primavera come metafora di rinascita, augurandosi che questa sia una primavera diversa, di riconciliazione, dedicando un pensiero a tutti quelli che soffrono nel mondo, due parole sulle rondini che tornano al tetto, un aneddoto su Brancaleone San Benedetto da Norcia e, a questo punto, se qualcuno della Acqua Minerale San Benedetto S.p.A  si inserisse con una bella pensata pubblicitaria, secondo me arrevotass’ tuttecose.

Credo (spero) dirà anche qualcosa che non mi tedierà, in fondo non sarebbe la prima volta, una di quelle cose che, pur applaudendo, il 69% dei fedeli in estasi non ascolterà nemmeno, ma che io e circa altri ventisette invece apprezzeremo.

Sia chiaro, non è un mistero che io sia ateo, materialista ed anticlericale  ma, sinceramente, non ce l’ho con il Papa.

Non potrei.

Ho dei problemi con quello che rappresenta (la religione) e con la casta categoria di cui fa parte (il clero), non certo con lui.

Anzi, al netto di qualche caduta di stile (ai miei occhi eh) e di frasi opinabili e già ampiamente strumentalizzate in maniera virale (ma era da mettere in conto in questo social-issimo mondo 2.0 [quando esce la patch 2.1? Si sa niente?]), è un papa che, per completa sublimazione di una parte della politica italiana, si è trovato a dire cose di Sinistra o cose non “di sinistra”, ma ( proprio per questo) condivisibili.

Rendiamoci conto però che non gli si può chiedere di fare da mediano, portiere, arbitro e calzolaio.
Ha dei limiti fisici, magari quando era più giovane… ma adesso no.

Un papa deve fare il papa e deve dire le cose da papa, lui già ha fatto di più, ma è da considerarsi solo un omaggio, un di più una tantum, non facciamo i soliti che so trasuti ‘e sicche e se so miss ‘e chiatt, lasciategli fare le encicliche e le cose sue e, se riuscisse a riformare e rendere un po’ migliore la chiesa cattolica, pure farebbe una cosa buona ed io, ateo e tutt , sarei cuntent.

Certo, dobbiamo essere realistici e non possiamo proprio aspettarci che cominci a farsi gli autogol.

Cioè, se domani Papa Francesco, che già mi fece sbiellare (in senso buono) un po’ per la cosa che lui – anche se sono ricchioni omosessuali – nun è nisciuno per poter giudicare chi si ama , bello e buono piglia e dice Si! all’aborto, Si! alle suore che vogliono celebrare messa, Si! alla rinuncia all’8X1000, No! agli obiettori di coscienza e allucca pure  “Forza Salieeern!”  io…  io…

star-trek-william-shatner

Come “Forza Saliern”? Ma hai capito addò stai?!?

OH SI! Continua a leggermi, non ti fermare!

Capace in cucina, passabile in corridoio, imbattibile sul divano.
Accompagnatore indefesso, paziente ascoltatore, oratore discreto e supereroe nella norma.
L’autoironia mi ha reso tripolare ed ora non distinguo più la realtà dalla realtà dalla realtà.
̶A̶h̶,̶ ̶h̶o̶ ̶i̶ ̶c̶a̶p̶e̶l̶l̶i̶ ̶c̶h̶e̶ ̶p̶i̶a̶c̶c̶i̶o̶n̶o̶.
Faccio il disadattato part-time, ma nel tempo libero mi dedico al volontariato e cerco di aiutare la mia depressione.
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